Questo festival era necessario.
Abbiamo sradicato dal cielo la luna
per farla brillare ad altezza d’uomo,
perché tutto intorno è sempre più grigio,
a forma di TV e noi quasi non ce ne accorgiamo.
L’offerta culturale che ci viene data
è priva di ricerca, stimolo, sguardo:
ci sono solo poltrone vuote e poltrone occupate.
Manca etica. Manca coinvolgimento.
Arriviamo con la nostra luna da portare in giro in bella mostra;
arriviamo in punta di piedi, chiedendo mille volte permesso.
Vogliamo appropriarci del nostro territorio
e occuparlo con la bellezza.
Prendiamo in prestito la luna per tre giorni, 
poi la rimettiamo a posto.

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